Παρασκευή, 8 Αυγούστου 2008

The problem is not Europe, but the lack of credible European leaders

The European Council on Foreign Relations | The problem is not Europe, but the lack of credible European leaders
L'Europa di oggi è infatti il livello più alto di un sistema articolato di governo, così entrato nella coscienza dei cittadini che è a esso che rivolgono le domande per le quali avvertono l'inadeguatezza degli Stati. Dagli Stati i cittadini. si aspettano l'istruzione, le pensioni, il welfare. Ma in una percentuale che va dal 60% sino all'80% è in primo luogo all'Europa che chiedono di intervenire in tema di terrorismo, ambiente, energia, ricerca, immigrazione e criminalità. La missione dunque c'è, non c'è nulla da inventare.

I cittadini non sono soddisfatti dell'Europa? Non lo sono per le risposte che ricevono, proprio come accade per quanto chiedono ai loro Stati. E perché allora per l'Europa dobbiamo sempre parlare di crisi esistenziale e per gli Stati no? Preoccupiamoci piuttosto di farla funzionare meglio l'Europa e di rendere più chiaro quello che fa.

Sono due gli ingredienti che servono per questo. Intanto regole e procedure migliori, esattamente quello che offre il Trattato di Lisbona. Se lo si legge senza pregiudizi, ci si accorge che offre basi legali d'intervento in nuove materie come l'energia, assetti e procedure volte a garantire coerenza e continuità alle politiche adottate, maggior ruolo dei Parlamenti nazionali e degli stessi cittadini.

Ma poi, e soprattutto, serve una motivata e motivante leadership europea, perché è essa che anima le regole e fa dei tanti progetti che abbiamo nei cassetti l'ossatura di visioni condivise, facendo così cadere ostacoli e resistenze in nome della missione comune. E la missione comune - rileggiamo la lista delle domande rivolte all'Europa - non è nulla di meno della salvaguardia del nostro futuro in un mondo che ha bisogno anche di noi per divenire più ordinato e più giusto.

Purtroppo è proprio questa leadership che è divenuta una risorsa scarsa in un'Europa nella quale i leaders nazionali preferiscono per le posizioni europee figure più deboli di loro, mentre loro, che - non dimentichiamolo- sono l'Europa nei Consigli che decidono a Bruxelles, raramente rischiano il consenso nazionale in nome della causa europea.

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